Tutti i dati e la fotografia del settore con l’export della produzione svizzera
Quando si parla di orologi si pensa alla Svizzera: non è un luogo comune poiché è da quel territorio che proviene circa il 90% della produzione di orologi di media e alta gamma. La Federazione dell’industria orologeria svizzera – Fh – ha reso noti i primi dati 2024, confortanti dopo un 2023 e un inizio d’anno faticosi con cali significativi. L’Italia mantiene il suo decimo posto tra i mercati interessati dall’export elvetico registrando un + 5% di importazioni per un valore di 91 milioni di euro, con particolare interesse verso prodotti di gamma alta e medio alta. I due grandi gruppi svizzeri, Richemont e Swatch Group, confermano la crescita a due cifre. Tutto ciò fa ben sperare in una ripresa futura dei consumi che, dopo la frenetica e felice parentesi post-Covid, hanno registrato un rallentamento significativo. La nostra analisi non termina qui: grazie ai dati di una ricerca commissionata da Assorologi abbiamo fatto una piacevole scoperta. Al polso dei nostri connazionali ci sono quasi due miliardi di euro: a tanto, infatti, corrisponde il valore del mercato nazionale. Ma come comprano gli italiani? Si conferma il ruolo fondamentale delle gioiellerie, soprattutto multi brand, che coprono ben il 64,3% del valore totale, poiché forniscono al cliente un’esperienza di acquisto e un servizio completo, mentre il canale delle vendite online risulta in calo (23,3% a valore) con particolare riferimento al più recente Black Friday che non ha prodotto benefici.
In conclusione, con un 2023 che ha registrato una contrazione di vendite del 3% sul 2022, la primavera 2024 si apre timidamente alla fiducia, a testimonianza dell’attenzione italiana per gli orologi, veicoli di tradizione e di valori.
Fonti: Assorologi, Fh, Il Sole 24Ore Rapporti
